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Ancora una volta direttissimi altrove!

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totale_virginianaSenza tante parole, i Virginiana Miller (sabato scorso 26 maggio) sul palco del The Cage Theatre di Livorno sono stati enormi. Belli, compatti, potenti: degno di nota il lavoro del fonico, per l'occasione Valerio Fantozzi, già bassista degli Snaporaz e per un breve periodo, in sostituzione di Andrea Fusario che nel frattempo aveva lasciato il gruppo, bassista degli stessi Virginiana con i quali ha inciso anche l'album live Salva con nome (2002).

L'appuntamento rientrava nella serie delle grandi occasioni (anche se è mancato il pubblico delle grandi occasioni: molta gente, ma l'evento meritava di più), ed i sei Virginiana Miller sono stati impeccabilmente all'altezza della situazione. Dopo alcuni mesi infatti, Simone Lenzi (voce e sporadica chitarra), Antonio Bardi (chitarra), Giulio Pomponi (tastiere), Valerio Griselli (batteria), Daniele Catalucci (basso), Matteo Pastorelli (chitarre), sono tornati sul palco (in sala da spettatore c'era anche l'ex chitarrista Marco Casini) per l'anteprima del tour estivo che accompagnerà la tanto attesa ristampa del loro capolavoro d'esordio del 1997 “Gelaterie Sconsacrate”, dal 29 maggio finalmente disponibile in una nuova veste grafica curata proprio dal batterista Valerio Griselli, su cd, vinile e naturalmente in rete.

Un tour dove Gelaterie verrà riproposto integralmente live, insieme ad altre perle scelte del loro ormai vasto repertorio costruito negli anni, disco dopo disco: Italiamobile 1999, La verità sul tennis 2003, Fuochi fatui d’artificio 2006, Il primo lunedì del mondo 2010. Un tour da non perdere e che consigliamo vivamente dopo aver goduto dell'ottima scaletta proposta per l'anteprima al Cage (luogo amico, dove il gruppo si esprime sempre al meglio: Virginiana Miller: il corpo vivo della musica sul palco del Cage Theatre).

Simone_Lenzi_The_Cage-_bnSimone Lenzi e compagni aprono la serata con la bonus track della nuova edizione di Gelaterie Sconsacrate, You & me inc., brano ai tempi finito ad arricchire come traccia fantasma l’album dei L’upo, altra promettente indie band del periodo. Poi partono le inconfondibili note d'incipit di Curriculum, ed il pezzo si sviluppa con un Simone Lenzi che cresce di strofa in strofa, proiettandosi sul finale verso il pubblico sconfinando tra proscenio e ribalta al limite dell'autoritario: “Ma se hai paura di me fai bene, fai beneee!”. Che dire, un Lenzi sempre più padrone del palco che conferma la sua imponente personalità ed una gran voce per tutto il resto del concerto.

Seguono a questo punto gli altri brani di Gelaterie, eseguiti falzati però rispetto alla successione del disco e rispetto al disco molto più esplosivi, a partire dal ritmo incalzante di Merenderi che ha suonato come un puro pezzo rock. Poi una delle perle della serata nelle quali è emerso il gran gusto di Matteo Pastorelli come chitarrista, L'agente al cairo, ed ancora la bellissima e cruda L'uomo di paglia.. “e ho visto sangue sangue sangue, sulla mano”.

Si respira un attimo con la voce di Lenzi e la chitarra acustica di Antonio Bardi, seduto su uno sgabello, per Dotlingen, puntellata progressivamente dalla chitarra stridente del Pastorelli.

forovirginianacage2012Ci rimettiamo in viaggio “direttissimi” con uno dei pezzi chiave del disco Altrove, per poi essere catapultati come “Elvis volanti” sopra il Caesar Palace e di nuovo scendere febbricitanti e straniati ipnotizzati dal giro di tastiera di Giulio Pomponi e dalla ritmica scandita dal basso di Catalucci e dalla batteria di Griselli che animano l'insolita ed acida Nouvelle cuisine, altra piccola grande perla, secondo chi scrive, di tutta la serata. Un'altra impennata di ritmo e andrenalina con Venere notturno belvedere, sempre splendida da alscoltare e cantare, tanto quanto il brano che chiude la prima parte del concerto ovvero L'estate è finita, uno dei classici di sempre del repertorio Virginiana. 

Dopo una breve pausa i Virginiana ritornano sul palco per la seconda parte del concerto, questa volta accompagnati da un'altro musicista con il suo piccolo e particolare strumento, l'ukulele, è Luca Carotenuto (una delle colonne del Sinfonico Honolulu): Simone Lenzi presenta e canta così l'inedito Pupilla, primo assaggio del nuovo disco a cui stanno lavorando e che dovrebbe uscire nel 2013. Bella ed intensa anche al primo ascolto per quanto affatto banale, come sempre del resto.

La scaletta prosegue con quattro pezzi cronologicamente estratti uno ad uno dai già citati 4 album del gruppo: prima Placenta, da Italiamobile, poi da l'omonimo album La verità sul tennis, ed a seguire una dopo l'altra i due pezzi più tirati, al limite del pogo, della serata: Dispetto, da Fuochi fatui d'artificio ed Acque Sicure, da Il primo lunedì del mondo. Energia pura. Musicisti veri.

Ma a questo punto della serata alla scaletta manca ancora almeno un pezzo memorabile di Gelaterie ed ecco allora il momento della tanto amata ed attesa Tutti al mare. Il concerto sembra finito, ma no, ancora no. C'è ancora tempo per chiudere magistralmente la serata con un altro strepitoso brano (da Il primo lunedì del mondo) Oggetto Piccolo (a).. “spoglialo di nascosto ma guardalo al sole / bagnalo di silenzio e asciugalo dalle lacrime/ rivestilo di parole nuove”.

Applausi, abbracci, facce contente. Questi sono i Virginiana Miller e questa, nel suo piccolo (rispetto alla vastità delle cose del mondo, brutte e belle che siano), è stata una serata storica. Un privilegio averla vissuta.

per senzasoste.it

Lucio Baoprati

Si ringrazia per la cortesia e disponibilità e naturalmente per le immagini  il fotografo Antonio Viscido.

Per la foto in bianco e nero si ringrazia invece il sempre presente (fin dal 1997) Franco Catalucci.

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