Una “migrazione al contrario”, un anno dopo la rivoluzione. Un mese di viaggio alla scoperta della Tunisia senza immagini da cartolina, priva del velo di compatibilità che l’aveva resa un paese complice ed affidabile ai paese europei, Italia in primis. Da Tunisi all’interno. Dalla capitale in pieno fermento politico e sociale ai luoghi dove la rivoluzione è nata e le persone hanno ripreso la protesta dopo aver atteso invano un cambiamento. Oltre 30 ore di girato, decine di quaderni di appunti, migliaia di scatti fotografici. Da qui nasce "Frammenti di una rivoluzione", un reportage di video-racconti sulla Tunisia che cambia, a cura di Alessandro Doranti e Filippo Del Bubba. Un progetto ospitato dal web e che adesso, tramite "Produzioni dal Basso", chiede il supporto della rete per andare avanti.
Frammenti di una rivoluzione è stato pensato in due parti, dentro e fuori Tunisi.
DENTRO TUNISI
Il viaggio è iniziato nella capitale. Dei giorni di tumulto che hanno scosso il paese, Tunisi porta ancora i segni per le strade: il filo spinato protegge i luoghi del potere e i carri armati fanno da guardia alla difficile transizione democratica. Che cosa è successo il 14 gennaio lo ha raccontato Wassim, studente universitario di informatica.
Lo scorso ottobre Tunisi intanto si preparava a compiere un passo storico nel suo processo di transizione verso la democrazia. Dopo 23 anni di dittatura, il paese si appresta a votare per una nuova costituente. Centinaia di liste e migliaia di candidati affollano i manifesti alle pareti delle strade. Dopo esser stata da subito al fianco della rivoluzione come si prepara la sinistra al voto? Nei bar del centro, i vecchi ricordano i tempi in cui la libertà di espressione non era possibile. Tra una birra e un ballo, dei "giorni bui" anche all'Underground, locale alternativo della capitale e ritrovo storico di artisti e militanti. E alle sedi dei partiti?

É Ennahdha a vincere le elezioni. Il 23 e 24 ottobre gli elettori assiepati nelle interminabili code ai seggi hanno dato al partito islamista oltre il 40 percento dei voti. La sera dell'annuncio, seppur non ancora ufficiale, a Tunisi esplode la festa al quartier generale di Ennahdha. Ma il pomeriggio un centinaio di persone si è radunato fuori dalla sede dell' ISIE (l'organismo superiore incaricato di organizzare e vigilare l'appuntamento) per denunciare presunte irregolarità nelle operazioni elettorali.

Con questo video si è conclusa la prima parte del reportage, ospitata gratuitamente dal canale youtube di YOUng, un nuovo portale di infotaiment. A questo punto gli autori chiedono un aiuto per proseguire. Perché in realtà ci sarebbe ancora molto da vedere, dando voce ai luoghi dove la rivoluzione tunisina nasce. “Fuori Tunisi”: la parte del viaggio lontano dalla capitale, dove le aspettative di una vita diversa non accennano a perdere il loro tratto di rivolta.
FUORI TUNISI
In un quartiere periferico di Sousse, sulla ricca costa orientale, dove a poca distanza da una medina addobbata ad uso e consumo dei vacanzieri, si ammassano in condizioni critiche i lavoratori alla ricerca delle opportunità dell’indotto turistico; a Redeyef e Metlaoui, al confine con l’Algeria, dove la telecamera è enrata in uno dei bacini di fosfati più grandi al mondo, e dal 2008 gli abitanti perseguono una sorta di rivoluzione non efficacemente mediatizzata; a Tazarka, poco distante da Hammamet, dove gli scioperi e “l’assedio” ai cancelli dello stabilimento Eni hanno portato a periodi di blocco della produzione della compagnia italiana; a Jebiniana, 40 km da Sfax, ad ascoltare la storia di Semi, giovane disoccupato, che dopo esser stato rimpatriato già tre volte, racconta dalla spiaggia dove è partito, come prepara l’ennesimo disperato viaggio verso l’Italia.
SOSTENERE "FRAMMENTI DI UNA RIVOLUZIONE"
Fino ad oggi gli autori hanno agito in autoproduzione, completamente con le loro forze. "Ma - scrivono - l'attività di selezione e montaggio delle immagini, far tradurre i dialoghi dall’arabo-tunisino, preparare i testi di accompagnamento richiedono un tempo e un impegno importanti. Per questo motivo, e per poter finire il reportage con le dovute risorse, ottimizzando le uscite dei video, chiediamo un vostro contributo attraverso Produzioni dal basso: uno strumento che fa parte delle nuove comunità economiche, che propone regole semplici e dirette per valorizzare una nuova forma economica di produzione, senza intermediazioni"
COME FARE
Occorre andare sulla pagina di Produzioni dal Basso. Prenotando una quota ci si impegna virtualmente a sostenere il progetto. Quando il progetto avrà raggiunto il numero di quote stabilito, gli autori avranno raggiunto l'obiettivo e solo allora i sostenitori riceveranno l'invito per il versamento e il loro contributo diventerà concreto.
(red.)
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















