“Quanti anni ha il tuo
babbo? Calcola quanti anni aveva quando avvenne la marcia su
Roma” (problema del 1934). L' Istituto Alcide Cervi presenta
la mostra didattica: I “problemi" del fascismo. L'autorappresentazione del regime nei testi didattici di matematica
elementare, che verrà ospitata dall'
8 aprile al 31 maggio 2009 nelle sale espositive del Museo Cervi, a Gattatico, Reggio Emilia.
La Mostra realizzata da
Gianluca Gabrielli e Maria Guerrini, entrambi insegnanti – con
il sostegno della Soprintendenza ai Beni Librari e Documentari della Regione
Emilia-Romagna e in collegamento con il gruppo di ricerca 'Bruno D'Amore'
dell'Università di Bologna.
Gabrielli e Guerrini lavorando su fonti
dell'epoca, quali sussidiari e quaderni degli studenti, hanno iniziato una
ricerca sulla dimensione ideologica della matematica scolastica negli anni dle
fascismo. Ne è nata così una mostra valida come sussidio didattico
interdisciplinare, che tuttavia non manca di interesse anche per un pubblico più
adulto, proprio per il carattere inedito del taglio della
ricerca.
La
'scoperta' di questi studiosi infatti è che la Matematica
scolastica non è una materia ideologicamente neutra. Anche se nel senso comune
si presta facilmente ad una visione assiomatica, in realtà è una disciplina come
tutte le altre che nel momento della pratica didattica si carica di una
irriducibile dimensione 'ideologica', si fa cioè portatrice di una 'particolare'
visione del mondo.
L'ingresso alla
mostra è gratuito
Per maggiori
informazioni e prenotazioni:
Morena Vannini –
Sezione Didattica Museo Cervi
tel. 0522 678356 fax. 0522 477491
tel. 0522 678356 fax. 0522 477491
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L'Istituto "Alcide Cervi" è stato costituito il 24 aprile del 1972 a
Reggio Emilia per iniziativa dell'Alleanza Nazionale dei Contadini
(oggi Confederazione Italiana Agricoltori), dell'Associazione Nazionale
Partigiani d'Italia, della Provincia di Reggio Emilia, e del Comune di
Gattatico. Ha conseguito il riconoscimento di Personalità Giuridica di
valenza nazionale dalla Presidenza della Repubblica, con D.P.R. n.533
del 18 luglio 1975.
L'Istituto "Alcide Cervi" nasce con lo scopo di promuovere e realizzare attività scientifiche e culturali nell'ambito degli studi e delle elaborazioni delle materie che interessano l'agricoltura e il mondo rurale, indagati sotto il profilo storico, economico, sociale, giuridico, letterario e artistico.
In particolare, l'Istituto promuove ricerche, studi e iniziative in relazione alle esigenze dello sviluppo civile e sociale delle campagne e in rapporto ai movimenti popolari per il progresso dei lavoratori della terra e "ancora" in relazione alla partecipazione dei contadini alla lotta antifascista e alla Resistenza.
Raccogliendo lo straordinario patrimonio di valori rappresentato dalla figura di Alcide Cervi, insieme alla memoria dei suoi sette figli martiri dell'antifascismo, l'Istituto parte dalla esperienza della campagna emiliana per lavorare con coerenza e impegno per la salvaguardia dei valori alla base della Costituzione Repubblicana. Nel campo della didattica, della ricerca storica e della diffusione della memoria, si pone in primo piano nel rapporto con le istituzioni locali e nazionali, in stretta collaborazione con enti culturali ed accademici a tutto campo.
Le sue attività spaziano dalla promozione di convegni e seminari di studio, pubblicazioni periodiche e monografiche, iniziative di ricerca e di approfondimento, attività didattiche, valorizzazione del patrimonio tradizionale e artistico legato al territorio, attività espositive e tutto quanto possa ruotare attorno a Casa Cervi, cuore dell'Istituto, e alla memoria.
Il valore simbolico e storico di Casa Cervi, insieme al nome di questa famiglia straordinaria, emblema di tante altre vicende umili e generose della rinascita democratica italiana, ha fatto si che attorno all’Istituto, custode di questa memoria, si stringesse una vasta comunità di cittadini ed istituzioni. Così come la casa di Alcide è stata punto di riferimento nel dopoguerra per tanti italiani, allo stesso modo l’ente che porta il suo nome raccoglie adesioni su tutto il territorio nazionale. A tutt’oggi, settembre 2007, l’Istituto Cervi conta 136 soci ordinari: grandi città, piccoli comuni, province, consigli regionali di tutta Italia che hanno voluto essere parte di questo patrimonio di memoria nazionale, costituendone non solo la base sociale, ma il sostegno ideale ad un luogo di memoria che è anche polo di ricerca sulla resistenza e sulla storia delle campagne nel ‘900.
L'Istituto "Alcide Cervi" nasce con lo scopo di promuovere e realizzare attività scientifiche e culturali nell'ambito degli studi e delle elaborazioni delle materie che interessano l'agricoltura e il mondo rurale, indagati sotto il profilo storico, economico, sociale, giuridico, letterario e artistico.
In particolare, l'Istituto promuove ricerche, studi e iniziative in relazione alle esigenze dello sviluppo civile e sociale delle campagne e in rapporto ai movimenti popolari per il progresso dei lavoratori della terra e "ancora" in relazione alla partecipazione dei contadini alla lotta antifascista e alla Resistenza.
Raccogliendo lo straordinario patrimonio di valori rappresentato dalla figura di Alcide Cervi, insieme alla memoria dei suoi sette figli martiri dell'antifascismo, l'Istituto parte dalla esperienza della campagna emiliana per lavorare con coerenza e impegno per la salvaguardia dei valori alla base della Costituzione Repubblicana. Nel campo della didattica, della ricerca storica e della diffusione della memoria, si pone in primo piano nel rapporto con le istituzioni locali e nazionali, in stretta collaborazione con enti culturali ed accademici a tutto campo.
Le sue attività spaziano dalla promozione di convegni e seminari di studio, pubblicazioni periodiche e monografiche, iniziative di ricerca e di approfondimento, attività didattiche, valorizzazione del patrimonio tradizionale e artistico legato al territorio, attività espositive e tutto quanto possa ruotare attorno a Casa Cervi, cuore dell'Istituto, e alla memoria.
Il valore simbolico e storico di Casa Cervi, insieme al nome di questa famiglia straordinaria, emblema di tante altre vicende umili e generose della rinascita democratica italiana, ha fatto si che attorno all’Istituto, custode di questa memoria, si stringesse una vasta comunità di cittadini ed istituzioni. Così come la casa di Alcide è stata punto di riferimento nel dopoguerra per tanti italiani, allo stesso modo l’ente che porta il suo nome raccoglie adesioni su tutto il territorio nazionale. A tutt’oggi, settembre 2007, l’Istituto Cervi conta 136 soci ordinari: grandi città, piccoli comuni, province, consigli regionali di tutta Italia che hanno voluto essere parte di questo patrimonio di memoria nazionale, costituendone non solo la base sociale, ma il sostegno ideale ad un luogo di memoria che è anche polo di ricerca sulla resistenza e sulla storia delle campagne nel ‘900.
L'Istituto Alcide Cervi gestisce
il Museo Cervi, cuore operativo delle proprie attività, la
Biblioteca-Archivio “Emilio Sereni” che ospita il patrimonio librario e
documentario del grande studioso dell’agricoltura, oltre all'Archivio
storico nazionale dei movimenti contadini, e le attività correlate al
Parco Agroambientale, un percorso guidato all’aperto sorto sul podere
dei Cervi, che illustra e valorizza le risorse naturali della media
pianura padana e il rapporto tra uomo e paesaggio nella trasformazione
agricola delle campagne.
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