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Indirefugio 2011: la classifica, la giuria, i video

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indyrefugio_foto_gruppoE anche quest’anno è andata bene. Un pubblico numeroso ha seguito la terza edizione di Indirefugio, il festival della canzone indipendente organizzata dal Teatrofficina Refugio. Il teatro era strapieno, ma avevamo allestito uno schermo nella sala d’ingresso dove, chi non è riuscito a entrare, ha potuto seguire l’evento da fuori, facendo la spola col bar e col bellissimo bagno nuovo che ci si entra solo per poterlo ammirare.

Ma chi sono gli organizzatori di questo evento? E chi sono gli invasati che hanno rimesso a nuovo il Refugio, compreso il bellissimo bagno nuovo, stile Shining? Non mi resta che mostrarveli. Tutti rigorosamente vestiti con la t-shirt di Indirefugio che quest’anno è stata dedicata al grande cantautore russo Vladimir Vysotskij.

Una di queste magliette, il poster della serata, i flierini, e forse questa foto stampata, saranno impacchettati e spediti in Polonia. In Polonia? – direte voi. Sì, in Polonia. Ci ha scritto infatti la direttrice di un museo polacco dedicato a Vysotskij e ci ha chiesto gentilmente di inviarle il materiale dedicato a questo cantautore, per esporlo. Non è che ci siano tutte queste cose a giro per il mondo dedicate a lui. Per cui un pezzo del Refugio andrà dritto in Polonia, e tutti potranno ammirare le nuovissime t-shirt del Teatrofficina Refugio con la faccia di Vysotskij, la scritta Indirefugio 2011 e la citazione tratta dal poeta “Lunga vita a coloro che cantano nel sogno”. Le t-shirts sono disponibili in varie taglie e colori, e ne trovate ancora qualcuna al Refugio al modico prezzo di 7 (sette?) euro. Per chi vuole essere alla moda.

Ma torniamo alla serata. In apertura è stato proiettato l’inizio di un documentario su Vysotskij,  per dare un’idea al pubblico ignorante di chi fosse costui. Il documentario è in russo senza sottotitoli, ma grazie alla preziosa Viola Cateni siamo riusciti a tradurne i primi 4 minuti. Poi ha preso la parola il professore dell’Università di Pisa Guido Carpi (pensa un po’, professore: me lo ricordo ancora quando studiava all’università con me), grande esperto di letteratura e cultura russa, che in 10 minuti ha tracciato le linee principali della vita e della poetica di Vysotskij, sempre per il pubblico ignorante. E dopo siamo passati alla gara vera e propria. I concorrenti in lizza erano 12, e mi ha fatto piacere constatare che diversi venivano da fuori Livorno. Purtroppo c’era solo una donna, quella del duo Trabagai, a tenere alto l’onore del gentil sesso. Altre due donne, Chiara Pellegrini e Benedais from the Seaside, si erano iscritte ma si sono ritirate prima della serata. Ed è un peccato vedere come le ragazze siano ancora un po’ troppo latitanti nel mondo della creatività musicale.

Come vi ho detto, i cantanti in gara erano dodici, e di seguito vi metto la scheda su cui il pubblico poteva esprimere la propria preferenza, assegnando 3 punti alla canzone migliore, 2 alla seconda e 1 alla terza. Votare era facile. Ma qualcuno ha sbagliato. Si sa, c’è sempre qualche disattento.

Oltre alla votazione del pubblico, era prevista anche una giuria di qualità.

Come tutti gli anni i quattro giurati erano seduti di lato sul palco, così, a spregio, tanto per intimidire i cantanti. Con la loro cartellina, dovevano esprimere un voto da 3 a 15 per ogni cantante, e scegliere così il vincitore della critica. Alla fine della serata abbiamo tirato le somme e proclamato soltanto i primi tre classificati secondo il giudizio degli esperti. Ma io, essendo il coordinatore delle votazioni, ho con me la scheda riassuntiva del voto, con la classifica completa e i relativi punteggi. Sarò clemente e non metterò le ultime posizioni. Vi basti sapere che dal sesto all’ultimo c’è una differenza di soli 5 punti, quindi la giuria è stata piuttosto decisa nelle sue stroncature. Pubblicherò soltanto i primi cinque classificati che, nell’ordine inverso sono:

5° classificato: David Paolinetti – “Due stagioni” – 31 punti su 60

4° classificato: Trabagai – “Treno che passa” – 36 punti su 60

3° classificato: I palazzi al sole – “Jean Luc Trappolon” – 38 punti su 60

2° classificato: Lorenzo Gianmario Galli – “Tango di un addio” – 48 punti su 60

E, con un solo punto di vantaggio sul secondo…

1° classificato: Mai detto Sandrone – “Nuove parole” – 49 punti su 60

Il vincitore, al secolo Filippo Infante, ha vinto una cuffia very stylish (per ascoltare la musica o fare registrazioni) e una T-shirt di Indirefugio, che ha giustamente ceduto al suo chitarrista e corista. E questo è il videino della canzone, ripreso dall’invasata Viola sullo schermo esterno, mentre era alla biglietteria:

Guarda il video del vincitore

Ma passiamo ora al voto del pubblico, che è quello che decreta il vero vincitore di Indirefugio. Qui il distacco tra le varie posizioni si è fatto sentire di più. Ed ecco che senza indugi vi propongo la classifica dal 5° posto al 1°.

5° classificato: Michele de Filippo – “Materia” – 26 punti

4° classificato: Jimmy Gorgona and the Outlaws – 37 punti

3° classificato: Trabagai – “Treno che passa” – 41 punti

2° classificato: Mai detto Sandrone – “Nuove parole” – 72 punti

E, con un plebiscito di voti, e non di amici, visto che il vincitore è di Torino…

1° classificato: Lorenzo Gianmario Galli – “Tango di un addio” – 133 punti

Guarda il video

Il vincitore si è aggiudicato un microfono sm58 very professional (peccato che Lorenzo Gianmario Galli faccia il busker…) e la bellissima t-shirt di Indirefugio. Di seguito, il videino della canzone vincitrice della terza edizione di Indirefugio (sempre ad opera della bigliettaia invasata Viola Barbara):

Dunque c’è stata perfetta accordanza tra la giuria e il pubblico, infatti i primi due classificati di entrambe le giurie (popolare e di esperti) sono gli stessi, ma in ordine inverso.

Io, oltre a occuparmi della giuria e delle votazioni, ho seguito tutto l’evento, e devo dire che quest’anno il livello delle canzoni è stato al di sotto degli altri anni, tranne per qualche bella eccezione. Più che altro non si riesce a superare l’idea che un cantautore debba per forza essere triste. Va bene, anch’io sono un tristone, lo capisco, però dopo un po’ ci si stressa a sentire solo le lagne. Scusate, l’ho detto.

Emilia Trevisani, giornalista freelance, ha collaborato a questa edizione di Indirefugio in qualità di operatrice video. Ha infatti realizzato, insieme a Dario Serpan, il clip delle interviste alla giuria, oltre a fare le riprese del Festival di Indirefugio. Di queste riprese ha già effettuato un montaggio e ve lo consiglio caldamente se volete vedere i momenti salienti della serata, le interviste ai vincitori e avere un assaggio di quel che vi siete persi se non siete venuti.

Il video in questione lo trovate qui.

Un’ultima cosa: tra le novità tecniche di quest’anno, oltre allo schermo fuori, c’era anche uno schermo sul fondo del palco dove il pubblico poteva seguire le vicende all’interno dei camerini e al bar, grazie all’attenta regia di Alessio. Io avrei voluto mettere una telecamera anche nel bellissimo bagno, ma mi è stato proibito per questioni di privacy. Quindi non vi resta che venire al Refugio a fare qualche goccia di plin plin per ammirare tutti i cambiamenti del nuovo anno. Ah, un’altra novità è che quest’anno gli eventi si alterneranno tra la domenica e il venerdì. E infatti la prossima serata sarà venerdì 14 ottobre, e vedrà protagonisti i simpatici Licaoni (in pratica la nemesi dei Loungerie) e la Coma Film con una serata dal titolo “Indipendenti e contenti“, dedicata alla produzione di video autoprodotti.

Già, perché un’altra novità di questa stagione del Teatrofficina Refugio è che la programmazione mensile sarà tematica, e ottobre è dedicato all’autoproduzione. Novembre sarà invece dedicato al lavoro, ma lasciamo perdere: io vorrei già andare in pensione.

tratto da http://lafinesoltanto.wordpress.com

per vedere foto, video a tanto altro

http://lafinesoltanto.wordpress.com/2011/10/11/indirefugio-2011-la-classifica-la-giuria-i-videini/

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