La notte scorsa ha visto l’inizio del Los Angeles Film Festival 2010. Il festival andrà avanti fino al giorno 27 e Collider ci sarà, dando copertura al festival tutti i giorni, quindi state certi che troverete quotidianamente le notizie più importanti e le recensioni del festival. Comunque venerdi c’è stato un inizio importante del festival con una proiezione di Pink Floyd The Wall, seguita da una conversazione e una serie di domande e risposte con il regista Christopher Nolan sull’influenza che il film ha avuto su di lui e sul suo modo di fare cinema.Christopher Nolan Presenta una Proiezione di Pink Floyd The Wall seguita da una conversazione e da una serie di domande e risposte
Se avete visto Pink Floyd The Wall sapete di che film originale, strano, sconcertante e particolarmente da trip si tratta. Il film, del 1982, che è basato sull’album del 1979 del gruppo, racconta la storia di una rockstar alienata di nome Pink e della sua discesa nella follia. Il film di Alan Parker riesce ancora a stupirci con le sue immagini forti e le sequenze estremamente cinematiche, mentre ci fa anche grattare la testa con una narrativa che salta qua e là ogni due minuti senza dirci mai davvero cosa realmente sta accadendo. In definitiva è un film forte da amare e “fare proprio” ad una prima visione. Ho ammirato il film la prima volta che lo visto, qualche anno fa, ma non l’ho veramente amato. Vederlo ora in un teatro con il pubblico mi ha solo fatto ammirare il film molto di più, ma non posso ancora dire di esserne un grande fan. Comunque è sempre un film da non perdere ed è facile capire perché nel corso degli anni sia arrivato a diventare un cult.
Anche se io non sono un grande fan del film, Christopher Nolan lo è. Il regista ha deciso di far vedere il film al festival dopo averlo proiettato per il nucleo base della sua troupe prima di iniziare le riprese di Inception. Dopo la fine del film, Nolan e il critico Elvis Mitchell si sono seduti e hanno tenuto una bella conversazione su The Wall e su come il film ha influenzato il modo di fare cinema di Nolan. Dopo questa conversazione il pubblico ha fatto alcune domande a Nolan.
Ho scritto alcune note e qui ci sono alcuni punti sintetici che credo siano interessanti tratti dalla conversazione e dalla discussione:
- The Wall non rappresenta un’influenza specifica sui suoi film o su Inception. È più che altro un”’influenza generale”. Quindi fondamentalmente non ci si devono aspettare scene copiate o “di omaggio” in Inception.
- Nolan ha visto il film la prima volta quando aveva 16 anni e il suo approccio alla tempistica e alla narrazione ha avuto su di lui un grande impatto.
- Non è un grandissimo fan dei Pink Floyd ma ama il film.
- A parte Alan Parker, ritiene che Ridley Scott, Tony Scott e Adrian Lyne siano quelli che hanno avuto grande influenza sul suo lavoro.
- Christopher Nolan è assolutamente affascinato da come le nostre menti rispondono alla memoria. Questa è una cosa che è rimasta ricorrente nel corso della conversazione e della discussione. A un certo punto ha parlato di come tutti questi film tendono a parlare del mistero che riguarda i personaggi attraverso memorie del passato. Dice che in particolare Inception parla di memorie.
- Crede che si possano vendere ampi momenti lirici nella misura in cui si può vendere il realismo del mondo. Non c’è da sorprendersi, è quello che aveva in mente nell’approccio ai suoi film di Batman
- Pensa che il progetto del suono sia un fattore importante nei suoi film. Ha parlato di come quando monta i suoi film non usa nessuna colonna sonora temporanea o effetti sonori e cerca sempre di far sì che i suoi progettisti del suono non rendano chiara ogni linea. Ha parlato anche di come si sorprende sempre del fatto che i suoi film finiscono per avere una colonna sonora che va avanti senza interruzioni fino alla fine del film.
traduzione di Andrea Grillo
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