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Nuovo Cinema Democratico

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Romanzo_di_una_strageHo visto la fiction di Marco Tullio Giordana su Piazza Fontana, “Romanzo di una strage”. Si può dire che il regista non sappia come si gira un film? Certo che no. Si può dire che Favino e Mastrandrea siano due pessimi attori? Un po' inflazionati (specialmente Favino, che oramai ha veramente fatto di tutto e di più), ma certo no: anzi Mastrandrea sta diventando sempre più garbato dopo ogni film, uscito oramai com'è dallo stereotipo del giovanotto svagato- coattello con cui era nato come attore. Si può dire che offenda la memoria di qualcuno. Figuriamoci, nemmeno quella di Junio Valerio Borghese, gran pezzo di m..... della X Mas, assassino di partigiani e golpista, a cui qui si concede l'onore di una battuta sprezzante verso “Caccola” Delle Chiaie : anche Freda e Ventura sembrano uscire da una sequenza di "Romanzo Criminale", come due vilains certo più fascinosi di un gruppetto di anarchici da operetta (o da film trash anni '70) quali sono rappresentati, dal trio Giordano/Rulli/Petraglia, i compagni di Pinelli, compreso un Valpreda scimunito capellone, bombarolo maldestro e chiacchierone.

Basta così? No assolutamente, ci vuole una spruzzatina di servizi segreti, qualche fascista smesso, un Moro tuttodumpezzo e dolente, qualche democristiano uggioso sullo sfondo : alè, Piazza Fontana versione PD/Repubblica, un colpo al cerchio e tanti alla botte (piena, specialmente di soldi pubblici, ma democratica), ovverosia come riempire la narrazione di una sequela di luoghi comuni senza mai prendere una posizione netta che sia una, nemmeno su quella sentina immonda che erano i servizi segreti dell'epoca.

Così, se fai vedere ad una classe di studenti di un anno terminale delle superiori questa fiction serale di Rai Uno ben girata tecnicamente e quasi sempre ben recitata (a parte, forse l'improbabile Moro di Gifuni : certo confrontarsi con due mostri sacri come Volontè ed Herlitzka...si perde per forza!), questa non capirebbe una mazza di quello che possa essere successo per davvero.
Certo, gli assassini (?) di Calabresi sono stati identificati, mentre Pinelli è ruzzolato da solo , peccato/peggio per lui. Gli costruiamo un bel ritratto di bonaccione ingenuo, un bel santino, gli facciamo un bel funerale con "Lugano Bella" e ci si lava la coscienza.
Io, per me, preferisco rivedere il B/N sgranato e quasi inudibile messo insieme dal maestro Elio Petri e dal buon Nelo Risi (Documenti su Giuseppe Pinelli 1970), rivedere le facce anni '70 VERE di Volontè, Diberti e Montagnani : ricordare che questo film è incompleto per le minacce di "qualcuno" che fece sapere che non doveva essere finito.
Cari i miei cineasti "democratici"... la cui unica paura può essere quella di non essere distribuiti nelle sale o dispiacere a Scalfari e Napolitano, quelli erano altri tempi, anche altri uomini, di cinema ma anche non solo.

Dimenticavo... lo spiegone finale, come si conviene alla fine di ogni brava fiction della domenica, con la storia delle due bombe, una "innocua" ed una "cattiva" (qui non si sposa la tesi del libro di Paolo Cucchiarelli fino in fondo, non si dice con chiarezza se la prima sia anarchica o fascista) : vorrei sghignazzare ma l'argomento non me lo permette, suvvia premiata ditta Rulli & Petraglia, non offendete la nostra intelligenza, ancorché sia povera...

Inviato a senzasoste.it da Falco Ranuli


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