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On The Other Side Of The World. La musica di Jim Jarmusch

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jarmusch_3Nota per gli eventuali lettori: prendete l'articolo così come è, una sorta di appassionato resoconto, uno stimolo a chi voglia approfondire l'opera di un maestro e magari andarsi ad ascoltare coloro che l'hanno ispirato.

Nel vasto panorama dei rapporti possibili che hanno musica e cinema, quello che ne scaturisce dai film di Jim Jarmusch è peculiare. Guardare le sue pellicole molto spesso restituisce l'esperienza dell'ascolto di un disco. Non a caso egli stesso afferma di sentirsi un po come una "rockstar" mancata, in bilico tra la difficile ma creativa vita underground del bohémien e la fama, con i vincoli che essa comporta. In Night On Earth - Taxisti di Notte (1992) una taxista/meccanico di Los Angeles, interpretata da Winona Ryder, rifiuta una parte importante in una produzione hollywoodiana ammettendo che "beh, si, fico" ma è meglio mantenere la propria libertà, "mi spiego?".
Jarmusch, che ha alle spalle anche un passato da musicista, sembra scrivere alcune delle sue opere proprio come delle canzoni: come nel caso di The Limits Of Control (2009), in cui i dialoghi si ripetono con lievi differenze ogni volta, quasi si trattasse di "refrains".
Sin dagli esordi, l'intera opera di Jarmusch è continuamente intrecciata di citazioni e collaborazioni che sembrano rimbalzare come in un gioco di specchi; dei rimandi che attraversano obliquamente lo spazio/tempo e che provengono da differenti ambiti musicali; dal Rock al Jazz, dal Punk al Blues, dal Country all' Hip Hop, fino all' Ethio Jazz.
In Permanent Vacation (1981) il protagonista Aloysius Christopher Parker vuole chiamare un suo futuro figlio Charlie , in omaggio a Bird, e incrocia John Lurie, leader dei Lounge Lizards, mentre suona il sassofono per strada.


Sempre John Lurie sarà il protagonista del successivo Stranger Than Paradise (1984) e ne curerà la colonna sonora, scrivendo però la musica per quartetto d'archi piuttosto che suonando con la propria Jazz-band. Il film  inizia con le convulsioni Blues di I Put A Spell On You di Screamin' Jay Hawkins che vedremo poi interpretare la parte di un eccentrico portiere d'albergo in Mystery Train (1989), ambientato nella Memphis abitata dal fantasma di Elvis Presley. 
mystery_train_joe_strummerIn Mystery Train (colonna sonora parzialmente affidata ancora a Lurie) assieme a Steve Buscemi troviamo come co-protagonista Joe Strummer, tassello fondamentale dei Clash. I personaggi si muovono in una città in cui tutti ascoltano la stessa radio che manda vecchi successi introdotti dalla voce di Tom Waits. Il riferimento, quasi un tratto di continuità con il precedente Daunbailò (1986), è esplicito. Il film, la cui colonna sonora è affidata ancora una volta a John Lurie, è ambientato a New Orleans, altra importante capitale americana della musica. Tom Waits  è un dj a tempo perso, il quale è appena stato buttato fuori di casa dalla propria donna che gli getta di sotto tutti i suoi averi. Seduto sul ciglio di una strada e circondato dai vinili a pezzi, è soddisfatto di aver salvato il paio "buono" di stivali . Un vezzo, sicuramente, ma la citazione rimanda alla condizione delle popolazioni rurali da cui il Blues è nato. Le scarpe "buone" come simbolo di elevazione nella scala sociale, ma anche mezzo necessario per poter andare lontano a cercar fortuna.
Sempre Tom Waits firma la colonna sonora del già citato Night On Earth e lo reincontriamo in un altro film ad episodi brevi: Coffee & Cigarettes (2003), nel brano in  cui si risente delle critiche alla propria tecnica di batteria espresse da Iggy Pop in un dialogo ai limiti del surreale. Sembra, tra l'altro, che Jarmusch stia attualmente lavorando ad un documentario proprio su Iggy Pop.
Nella stessa pellicola troviamo anche i White Stripes che filosofeggiano sulla teoria di Nikola Tesla secondo la quale il nostro pianeta funzionerebbe da risonatore, al pari di una gigantesca campana; si cita il regista e maestro dei videoclip musicali Spike Jonze e assistiamo a Bill Murray che viene avvelenato da uno scherzo dei Wu-Tang Clan.
Già RZA, una delle menti più prolifiche del collettivo Hip Hop di New York (i Wu-Tang, appunto), aveva curato la colonna sonora e interpretato un cameo per il capolavoro Ghost Dog, Il Codice Del Samurai (1999). Esilarante e paradossale, poi,  la scena in cui un gangster italo-americano canticchia un brano dei Public Enemy prima di essere ucciso dal samurai Forest Whitaker.
gondry__jarmuschaPer tornare ai White Stripes e al loro Rock ruvido e minimale; il loro singolo Blue Orchid è stato remixato nel 2006 tanto da Jim Jarmusch che da Michel Gondry (altro cineasta fortemente invischiato nella affare 'musica') e nello stesso anno Jarmusch dirige il videoclip del singolo Steady As She Goes della band The Racounteurs, in cui milita Jack White.
The Greenhornes, un'altra band molto vicina ai White Stripes, compare nella colonna sonora di Broken Flowers (2005) assieme ad alcuni grandi classici del compositore jazz etiope Mulatu Astatké, per il quale Jarmusch sembra nutrire una sincera ammirazione dal momento in cui è rimasto affascinato dall'ascolto del 4° volume della storica collana Ethiopiques. Il film servirà, altresì, ad Astatké come cassa di risonanza per far conoscere a sempre più persone il proprio importante passato e per porre l'attenzione in merito ai suoi lavori contemporanei: si diffonde nel globo la febbre dell'Ethio-Jazz.
Poco fa ho accennato della possibilità che Jarmusch giri un documentario sulla vita e/o musica di Iggy Pop. Il cineasta non è nuovo a questo genere di produzioni; già in passato, infatti, aveva testimoniato dell'attività live di Neil Young & The Crazy Horse in Year Of The Horse (1997), quasi a rendere il favore alla band Country-Rock che aveva composto la colonna sonora per il capolavoro Dead Man (1995).
Insomma, Jarmusch dimostra di vivere la propria attitudine "indie" a tutto tondo, puntando lo sguardo e dirigendo l'ascolto là dove lasciamo che il tempo scorra in uno spazio a cui spesso non si da peso, una sequenza di istantanee fatta di sguardi ironici e sottili intuizioni, possibilità "altre", culla di scelte serafiche e Blues eccentrici.

Per chi avesse voglia di approfondire, cito le fonti:

Il ricco articolo di Donatella Valeri su Offscreen: http://www.offscreen.it/back/jimjarmusch.htm

Il sito www.jim-jarmusch.net

per senzasoste.it

Aldo De Sanctis

www.inablackorange.blogspot.com (Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.)


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