Che Sylvester Stallone sia uno degli idoli "pop" più amato di tutti i tempi - nonostante il calo di popolarità degli anni '90 - è un dato di fatto , così come è un dato di fatto che come attore è un mediocre e che come regista è riuscito a girare qualcosa di dignitoso solo dopo gli anni duemila - vedasi Rocky Balboa e John Rambo.
Con questo THE EXPENDEBLES filma sicuramente la sua "opera" migliore, esageratamente esaltata da tanta critica ma nel suo genere ben fatta e senza tutte le zozzerie digitali che ammorbano l'action moderno.E' noto a (quasi) tutti che il muscoloso ultrasessantenne più pompato del secolo ha chiesto a tutti gli "eroi" dei film d'azione anni '80 - tranne che all'ottuso Norris - di partecipare al progetto, alcuni hanno accettato, altri no (Steven Segal, Van Damme), ma nell'insieme la pellicola può contare su di un cast di facce rugoso davvero niente male.
I "sacrificabili" del titolo originale sono lo stesso Stallone, il redivivo Lundgren - incredibilmente il migliore del lotto! -, Statham, Jet Li - sottoutlizzato ma davvero efficace -, Randy Couture, Zayas ed il gigantesco Steve Austin.
Ma il cast è composto anche da un paio di facce della hollywood eighties che fu, ovvero il bravo Eric Roberts nella parte del cattivissimo agente CIA e lo stupefacente Mickey Rourke nel ruolo del vecchio saggio, che con un paio di monologhi spazza via ogni tipo di concorrenza.
La trama naturalmente è un mero pretesto per girare scene action di livello, dove finalmente gli stunts ri-hanno il loro bel lavoro da fare e dove il machismo imperante viene sempre smontato da una vena ironica grottesca e che permette ai caratteri di stare il giusto sopra le righe senza pero' risultare bidimensionali.
Un fumettone iperviolento quindi, dove ciò che conta sono alcuni riferimenti meta-cinematografici - l'incontro tra Willis, Stallone e Schwarzenegger - e che non nasconde una certa vena malinconica in alcuni dialoghi ben dosati ed in una serie di scelte narrative anche spiazzanti per voglia di recuperare il "classico" senza risultare retro'.
Stallone in questo film si avvicina - non tanto per qualità, nettamente superiore quella del film dell'ottimo Clint, ma per poetica - al bellissimo Space Cowboys di Eastwood, entrambi i film profumano di "old hollywood" ed entrambi i film parlano della "vecchiaia" di un paese - e dei suoi abitanti - attraverso personaggi che rispecchiano tutto cio' che lo stesso non e' piu'.
Insomma, Stallone e' riuscito a girare un film senza intoppi che riesce anche a regalare qualche emozione e che sicuramente vale mille volte di piu' dei nuovi film d'azione americani, pieni di effetti digitali e vuoti di ogni possibile verità.
Per capire poi come cambiano i tempi basta vedere chi e' il vero nemico degli "expendables" del film, gli Stati Uniti d' America ed i suoi corrottissimi dirigenti.
Per chi ama il genere un probabile prossimo "cult".
per senzasoste.it, superficie 213
settembre 2010
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