Johnny To è uno dei registi piu' importanti della "new wave" hongkonghese nata negli anni '80 - movimento che ha dato i "natali" ad altri mostri sacri come Ringo Lam, John Woo, Tsui Hark, Wong Kar-wai, Andy Lau tra gli altri - ed è anche uno dei maggiori maestri del noir di sempre. To, a differenza di tutti i suoi colleghi della suddetta "onda", non ha mai accettato condizionamenti dalle produzioni e non ha mai accettato le allettanti offerte delle major hollywoodiane, riuscendo nel bene e nel male a rimanere "indipendente".Di sfrontata magniloquenza sono poi pregni i suoi mitici piano-sequenza che fanno sembrare quelli di De Palma roba da ragazzi della scuola di cinema - basta pensare all'incipit di 11 minuti del buon "Breaking News" dove To costruisce con talento unico una delle sequenze piu' belle della storia del cinema - e che sono sempre perfettamente inseriti nella narrazione. Tanti sono i film imperdibili che il regista cinese ci ha donato in una ventina d'anni a questa parte (a partire dal capolavoro assoluto "The Mission" fino al noir-western "Exiled" ) ed è davvero difficile pensare che da noi sia ancora quasi sconsciuto e che quasi tutta la sua opera sia inedita e non reperibile.
Fortunatamente il suo ultimo film VENDICAMI ha avuto una buona distribuziona anche da noi, vuoi per la produzione semi-europea, vuoi per il passaggio nei festival di tutta Europa finalmente un film del maestro ha raggiunto le nostre sale. Purtroppo pero' nessuno se lo è filato, ma la storia di Frank , chef francese con un passato da killer , che arriva ad Hong Kong e con una banda di sicari assoldati sul posto decide di vendicare la strage compiuta sulla famiglia della figlia e' di quelle che non si dimenticano.
Protagonista del film doveva essere Alain Delon visto che To ha ripreso il personaggio principale di questo suo ultimo film dalla pellicola del 1967 "Frank Costello, Faccia d' angelo" (del maestro del polar Melville) interpretato proprio dall'attore francese, ma dopo il "no" del suddetto ex-attore, il regista di Hong Kong ha optato per il mitico faccia di cuoio Johnny Hallyday (già protagonsita nel bellissimo "L'Uomo del Treno" di Leconte) e bisogna dire che mai scelta è stata più azzeccata. Anche il resto del cast è perfetto con un Anthony Wong sempre un gradino sopra tutti gli altri nonostante il livello recitativo sia altissimo.
Un film bellissimo quindi, che, girato quasi interamente di notte, riesce a far ridere (sceneggiatura perfetta), a far commuovere grazie a immagini straordinarie e non a dialoghi melassosi o melensi e che arriva dritto al cuore di chi ama un cinema fatto con l'anima e la giusta tecnica. Insomma, siamo di fronte ad un'opera d'arte, un concentrato di violenza, amore, amicizia, vita e morte che sempre piu' raramente capita di vedere su grande schermo. Magistrale anche nell'uso degli spazi e senza una sbavatura, questo è per chi scrive uno dei migliori film degli ultimi anni.
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