Thursday, May 24th

Last update:06:49:12 PM GMT

You are here:

Recensione: Vendicami, di Johnny To

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Vendicami-Poster-Italia_midJohnny To è uno dei registi piu' importanti della "new wave" hongkonghese nata negli anni '80 - movimento che  ha dato i "natali" ad altri mostri sacri come Ringo Lam, John Woo, Tsui Hark, Wong Kar-wai, Andy Lau tra gli altri - ed è  anche uno dei maggiori maestri del noir di sempre. To, a differenza di tutti i suoi colleghi della suddetta "onda", non ha mai accettato condizionamenti dalle produzioni e non ha mai accettato le allettanti offerte delle major hollywoodiane, riuscendo nel bene e nel male a rimanere "indipendente".
Una delle caratteristiche principali del suo cinema - che ricorre sia nei wuxia che nei polizieschi - è l'assoluta forza espressiva che il maestro ricerca in ogni inquadratura. Anche nella piu' banale scena di raccordo il regista di Hong Kong, usa alla perfezione i tempi e crea dei "quadri"  di notevole bellezza senza mai uscire dal seminato e trattando sempre la materia che sta girando  con la dovuta importanza.

Di sfrontata magniloquenza sono poi pregni i suoi mitici piano-sequenza che fanno sembrare quelli di De Palma roba da ragazzi della scuola di cinema - basta pensare all'incipit di 11 minuti del buon "Breaking News" dove To costruisce con talento unico una delle sequenze piu' belle della storia del cinema - e che sono sempre perfettamente inseriti nella narrazione. Tanti sono i film imperdibili che il regista cinese ci ha donato in una ventina d'anni a questa parte (a partire dal capolavoro assoluto "The Mission"  fino al noir-western "Exiled" ) ed è davvero difficile pensare che da noi sia ancora quasi sconsciuto e che  quasi tutta la sua opera sia inedita e non reperibile.

Fortunatamente il suo ultimo film VENDICAMI ha avuto una buona distribuziona anche da noi, vuoi per la produzione semi-europea, vuoi per il passaggio nei festival di tutta Europa finalmente un film del maestro ha raggiunto le nostre sale. Purtroppo pero' nessuno se lo è filato, ma la storia di Frank , chef francese con un passato da killer , che arriva ad Hong Kong e con una banda di sicari assoldati sul posto decide di vendicare la strage compiuta sulla famiglia della figlia e' di quelle che non si dimenticano.

Protagonista del film doveva essere Alain Delon visto che To ha ripreso il personaggio principale di questo suo ultimo film  dalla pellicola del 1967 "Frank Costello, Faccia d' angelo" (del maestro  del polar Melville) interpretato proprio dall'attore francese, ma dopo il "no" del suddetto ex-attore, il regista di Hong Kong ha optato per il mitico faccia di cuoio Johnny Hallyday (già protagonsita nel bellissimo "L'Uomo del Treno" di Leconte) e bisogna dire che mai scelta è stata più azzeccata. Anche il resto del cast è perfetto con un Anthony Wong sempre un gradino sopra tutti gli altri nonostante il livello recitativo sia altissimo.

To gira senza esitazioni, mette in scena con un reparto tecnico d'eccellenza - la fotografia è magnifica, il montaggio è sempre azzeccato, la colonna sonora è senza uno sbaffo - una storia di vendetta che si distanzia nettamente da quelle reazionarie della nuova-vecchia Hollywood, mettendo in primo piano valori come l'amicizia e il rispetto per il prossimo, senza però dimenticarsi di assestare dei colpi bassi di notevole impatto visivo, visto che  tutte le sparatorie sono (de)costruite in modo perfetto e si metteno nel mezzo tra il classicismo di Leone o Kurosawa (quindi anche Hawks e Ford) ed il post-moderno  alla Tarantino (che non a caso ama il genio di Hong Kong).
Impossibile poi resistere ad un personaggio come quello del mitico Frank Costello che per colpa di un proiettile conficcato nella testa perde la memoria , ma che anche senza i ricordi capisce cosa deve fare e come farlo.

Un film bellissimo quindi, che, girato quasi interamente di notte, riesce a far ridere (sceneggiatura perfetta), a far commuovere grazie a immagini straordinarie e non a dialoghi melassosi o melensi e che arriva dritto al cuore di chi ama un cinema fatto con l'anima e la giusta tecnica. Insomma, siamo di fronte ad un'opera d'arte, un concentrato di violenza, amore, amicizia, vita e morte che sempre piu' raramente capita di vedere su grande schermo. Magistrale anche nell'uso degli spazi e senza una sbavatura, questo è  per chi scrive uno dei migliori film degli ultimi anni.

Assolutamente imperdibile.
per senzasoste.it, superficie 213
settembre 2010


AddThis Social Bookmark Button