Il videoclip pop è un'arte difficile. Si possono raccontare storie grottesche utilizzando e reinventando l'estetica patinata (come fa da qualche anno Lady Gaga), innovare con pochi tratti di colore (Ok Go.. se solo la musica fosse all'altezza), essere didascalici ma efficaci (Vasco Brondi, per esempio: la tipa che balla da sola sulla rotatoria descrive, in un attimo, l'estetica brondiana).
Oppure, come fanno i Decemberists nell'ultimo video estratto dal loro nuovo album The King is Dead (gioiello pop folk immediato e leggero, fantasticamente retrò negli intenti e nella realizzazione), si limitano a raccontare una storia, coi riferimenti giusti.
Qui è Infinite Jest di David Foster Wallace, la partita di Eschaton, il tennis come metafora e rappresentazione della realtà e delle sue infinite possibilità e reazioni.
Risalta lo straniante contrasto tra la leggerezza della musica, l'immaginario nerd (simpatico, fallito e, qundi, innocuo) raffigurato nel video, con il pensiero di una guerra (o molte possibilità di guerre) e il morriseyano testo della canzone: "Had a dream, You and me and the war of the end times".
Un piccolo capolavoro pop.
Per vedere video:
http://www.npr.org/blogs/allsongs/2011/08/22/139033489/first-watch-the-decemberists-calamity-song
per senzasoste.it
luis vega
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